La Biblioteca Comunale di Chiaramonti, è entrata a far parte del Sistema Bibliotecario dei Comuni dell'Anglona e della Bassa Valle del Coghinas dal 1 agosto 2012.

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Lunedì 16:00 - 19:00
Mercoledì
16:00 - 19:00
Venerdì 10:00 - 13:00 16:00 - 19:00

IL TERRITORIO

Il Territorio di Chiaramonti è situato nella parte meridionale dell'Anglona. Confina a Nord con Nulvi, ad Ovest con Ploaghe, a Sud Sud-Ovest con Ozieri, ad Est con Perfugas e a Nord-Est con Martis. Fra i comuni dell'Anglona è il più esteso con i suoi 111,500 Kmq. Il paesaggio è caratterizzato da piattaforme e colline calcaree mioceniche separate da piccole valli e depressioni, e dalla massa trachitica del "Monte Sassu". La zona più elevata è appunto quella meridionale del "Sassu", che si divide in "Sassu Altu", "Sassu e Giosso" e "Sassittu". Le altitudini maggiori sono quelle di Monte Elighia (m.559) e di Rittia (m. 640) nel Sassu Altu, al confine con Ozieri. L'altezza media di tutto l'altopiano è di 400 metri. Procedento verso Nord le altitudini maggiori le abbiamo con Monte Aldu (m. 464), Monte Cacchile (m. 462) e Monte Pertosu (m. 423). Questa zona è la più ricca di sorgenti, fra cui quella di S. Giusta, i corsi d'acqua sono il Riu Badu Ebbas, il Riu Funtana Aliderru, il Riu Enas de Concas, il Riu Nigolittu, il Riu Sos Cannedos, il Riu Iscanneddu, il Riu Frisciu, il Riu Badu Olta. Verso est il territorio degrada rapidamente verso la piana di Perfugas, esso è attraversato dal Riu Cannalza. La maggior parte del territorio è ricoperta dalla macchia, costituita da cisto, lentischio, asfodelo e alternata a boschi di lecci e roveri sopratutto nel Sassu. Nelle pareti calcare si aprono diverse cavità e anfratti, nell'abitato di Chiaramonti si contano tre grotte: Su Jumperi, Pala e Cheja e Conca e Colte. Si tratta di piccole cavità orizzontali, la maggiore delle quali è Su Jumperi con 100 metri di sviluppo.

LA STORIA

Non si hanno notizie certe sull’origine del termine Chiaramonti, probabilmente riguarda la sua posizione: fra i colli di San Matteo e Codinarasa. Il paese in alcune fonti viene chiamato Tzaramonte, Çaramonte e Claramonte. La quasi totale assenza di documenti scritti non rende semplice ripercorrere la storia della nascita del paese.Numerose sono le testimonianze di insediamenti umani fin dalle epoche prenurargica e nurargica. Il territorio vanta, in assoluto, il maggior numero di nuraghi su tutto il comprensorio anglonese: la presenza di ben 114 siti lo colloca ai primi posti fra i comuni dell’Isola. Interessanti e degne di nota sono altresì le domos de janas e i betili, che è possibile visitare in quella parte di territorio che digrada verso Martis, Laerru e Perfugas. Anche per quanto riguarda l’epoca Romana, si hanno scarse notizie, si conosce l’esistenza di due antichi villaggi Orria Manna e Orria Pitzinna (Orria = granaio), sono stati rinvenuti alcuni reperti (monete, un anello con sigillo, una chiave di bronzo ed altre suppellettili) e delle tombe. Vi si ammira, ancora in uno stato di conservazione ancora buono, la chiesetta di Santa Maria Maddalena, esempio interessante di architettura romanico pisana Successivamente alla sua divisione in giudicati, in Sardegna furono costruiti numerosi castelli e altre strutture a scopo difensivo. Fra questi il castello di Chiaramonti, edificato dalla potente famiglia genovese dei Doria intorno al XIII° secolo, ed è attorno ad esso che sorse il primo nucleo di quello che divenne poi il villaggio di Chiaramonti. Le fortune alterne dei Doria hanno coinvolto anche il nostro castello. Sconfitti nel 1348 da Rambaldo di Corbera, i genovesi riebbero la rocca due anni dopo in conseguenza del loro riavvicinamento al re d’Aragona, cui si erano prima ribellati. Dopo la pace del 1355, fra il giudice d’Arborea e il re d’Aragona don Pietro si conveniva che il castello venisse consegnato all’arcivescovo di Arborea, in attesa che si pronunciasse al riguardo il papa Innocenzo VI. Nel 1357, il castello venne ceduto a Brancaleone Doria, marito di Eleonora d’Arborea e che non poté tuttavia possederlo. Nel 1410, il castello venne assediato inutilmente da Guglielmo di Narbona, figlio del Visconte Almerico. Precipitate per sempre in Sardegna le sorti dei Doria, il forte continuò a far parte del patrimonio della casa d’Aragona. Tant’è che il re don Alfonso lo cedette in feudo nel 1439 (oppure nel 1443?) a certo Angelo Cano di Sassari, il quale lo abbandonò, lasciandolo andare definitivamente in rovina. Sui ruderi della fortezza venne edificata, probabilmente intorno al 1500, la prima chiesa parrocchiale, intitolata a San Matteo. Fu sede parrocchiale fino al 1885, quando venne costruita la nuova chiesa di San Matteo, al centro dell’abitato in luogo dell’Oratorio di Santa Croce. Dell’antico castello resistono ancora la torre, la cisterna scavata nella roccia e resti murari sparsi. Col passare degli anni la popolazione aumenta, tanto che si possono raccogliere diverse informazioni, riguardanti la consistenza numerica della popolazione, che passa dalle 1500 unità del 1821, alle 2100 dell'anno 1834, 1852 nell'anno 1861 (anno del primo censimento del neonato Regno D'Italia), per giungere ai 2436 abitanti del 1911, sino al massimo storico di 2977 del 1951. Diverse fonti descrivono meglio l'economia del paese, che è sempre stata improntata all'agricoltura e alla pastorizia, e che spiegano gli avvenimenti degli anni seguenti, i flussi migratori verso terre lontane, causati dalla sovrappopolazione e dall'uso di tecniche di coltivazione e di allevamento scarsamente produttive. Giungiamo quindi agli anni 1960-70, la popolazione si riduce drasticamente, per l'imponente emorragia migratoria già citata (nel 1971 la popolazione è di 2242 abitanti), anni in cui si avverte una profonda necessità di cambiamento. Si tenta di utilizzare con maggiore profitto le caratteristiche dell'economia locale, soprattutto la pastorizia. Nascono a partire dal 1962 diverse iniziative sia di tipo privato che cooperativo, volte alla trasformazione, con metodologie industriali del latte ovino. Nello stesso tempo l'antico allevatore, riversa le sue conoscenze millenarie nella gestione della propria azienda, applicando con profitto le nuove tecnologie, riuscendo ad ottenere dalle numerose greggi di ovini, latte di qualità pregiata che viene poi conferito alle industrie e cooperative di trasformazione del paese, nelle quali si producono formaggi, ricotte ed altri derivati, molto apprezzati e venduti in tutto il mondo. Attualmente Chiaramonti è un piccolo paesino ricco di iniziative. Nonostante molti giovani siano stati costretti ad emigrare in cerca di lavoro al nord, sono numerose le iniziative che nascono all'interno della comunità, e numerose sono anche le nuove aziende che si affacciano sul mondo del lavoro. Adesso si cerca anche di puntare, visto il notevole patrimonio archeologico, alla parte turistica anche se ancora sono carenti le strutture ricettive. Ma nonostante questo handicap sono numerosi i turisti che si recano a visitare i monumenti esistenti nel paese e nelle zone limitrofe.

I MONUMENTI

I Siti archeologici

Il territorio di Chiaramonti è ricco di siti archeologici:

Il Castello dei Doria, a Chiaramonti era una fortezza inespugnabile, posto sul punto più alto del paese a 450 metri sul livello del mare, domina tutta la valle dell’Anglona. Il Castello su fatto costruire dalla famiglia Ligure dei Doria sul finire del XII secolo, a difesa e controllo dei propri possedimenti in questa parte della Sardegna. In pratica per tutta la sua storia, il Castello rimase sempre sotto il dominio dei Doria fino al loro definitivo declino, infatti una volta cacciati i Doria il Castello di Chiaramonti entrò a far parte dei possedimenti della Corona d’Aragona i quali una volta consolidato il loro dominio sul territorio lo cedettero in feudo ad un signorotto locale il quale lo lasciò andare in rovina. Intorno al 1500, sulle rovine del castello, venne edificata la prima chiesa parrocchiale dedicata a San Matteo. Oggi del glorioso castello non rimangono che poche rovine restaurate e messe in sicurezza per essere fruibili dal visitatore.

Castello dei Doria - Chiaramonti - Fotografia di Andrea Brianda

il Mulino a vento, il Nuraghe Ruju (il territorio comprende circa 105 nuraghi), vari Dolmen, Betili, Cinte Megalitiche, le tombe dei Giganti e le Domus de Janas (case delle fate). Inoltre nel territorio di Chiaramonti si trova la necropoli Romana di Su Cannau.

I monumenti

Tra i monumenti di particolare rilievo ricordiamo: la Chiesa di S.Matteo, la Chiesa del Rosario, la Chiesa del Carmelo, la Chiesa di San Giovanni, la Chiesa di Santa Giusta, la Chiesa di Santa Maria Maddalena, più nota come Santa Maria de Orria Pitzinna, la Chiesa di Santa Maria de Aidos, e l'ultima nata la Chiesa di Cristo Re. Sono altrettanto degni di nota alcuni dipinti del pittore di Porto Torres Mario Paglietti (1865-1943), conservati nella casa comunale (San Matteo che predica il Vangelo agli Etiopi, 1912) e nella chiesa parrocchiale (San Cristoforo del 1903 e Santa Lucia del 1904).

SAGRE E SPETTACOLI

Gennaio: Buffende in Carrela.
Febbraio/Marzo: Carnevale Chiaramontese.
Aprile: Ajò in Anglona.
Maggio: festa campestre di Santa Giusta, in coincidenza con l’Ascensione.
24 Giugno: San Giovanni.
16 Luglio: Madonna del Carmelo.
Luglio: Sagra dell'agnello.
Agosto: Madonna della strada.
Primo fine settimana di settembre si ripete la festa campestre di Santa Giusta.
Settembre: la domenica successiva alla festa di Santa Giusta si celebra la festa campestre di Santa Maria Maddalena.
8 Settembre: Santa Maria Bambina.
Settembre: “Costumes e Costumanzias”: sfilata dei costumi tradizionali della Sardegna.
21 Settembre: San Matteo, patrono di Chiaramonti.
Slalom Chiaramontese.


Bibliografia:

Chiaramonti il territorio e la sua storia, 1988 (Sassari : Cartongemma);
Carlo Patatu in: Isole Gemelle - Îles jumelles, ed. La Grafica, Porto Torres 2004;
www.comune.chiaramonti.ss.it
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